santeria cubanaPrendi cattolicesimo e Yoruba, aggiungi pratiche magiche, filosofia e condisci con musica e danze. Ecco servita la Santeria cubana conosciuta anche come la Regla de Ocha, sorta tra il XVI e il XIX secolo dalla stessa matrice Yoruba dalle quale, in altri paesi, hanno avuto origine il Voodoo, il Candomblè e l’Umbanda.
Addentriamoci in questo culto, vediamo da cosa nasce, su cosa si fonda e quale è il suo fine.

Santeria cubana cos’è?

La Santeria cubana è un culto che rappresenta un vero e proprio tratto caratteristico della cultura cubana, è uno stile di vita, una religione. Si tratta di un perfetto esempio di sincretismo religioso che si basa sulla fusione di cattolicesimo e Yoruba.

Lo scopo della Santeria Cubana è quello di cercare la felicità, ma per capire lo spirito della Santeria cubana è indispensabile raccontarne la storia.

Le origini della Santeria cubana

La Santeria cubana è stata introdotta dagli schiavi africani, affonda infatti le sue radici in Nigeria, nella tribù Yoruba, i cui membri vennero importati per lavorare la canna da zucchero durante il periodo della schiavitù. Siamo nella metà del Cinquecento, e lungo la rotta atlantica si assisteva ad un flusso continuo che che dalla metà del Cinquecento affollava le piantagioni di schiavi africani.

Erano schiavi, non possedevano nulla tranne il loro bagaglio culturale che, ovviamente, portarono con loro. Le loro credenze erano ritenute primitive, i loro culti blasfemi. Gli schiavi iniziano così ad essere battezzati con la forza, i loro culti vengono duramente contrastati.
Nel corso dei decenni Yoruba e cristianesimo si mischiano e danno origine alla Santeria cubana.

Santeria cubana: la ricerca della felicità

Ma perché la Santeria cubana si è diffusa cosi facilmente?

La Santeria cubana auspica la felicità nella vita terrena e non in quella dopo la morte.

Secondo questa religione tutto quello che fa parte della vita: persone, piante, animali, emozioni sono ingranaggi integranti di un delicato equilibrio che si può incrinare se qualcosa non funziona, compromettendo l’intero meccanismo.

Per capire dove si trova un’eventuale incrinazione la santeria cubana si affida alla divinazione: la trans, il lancio delle conchiglie, il metodo Yoruba chiamato Ifà praticato esclusivamente dai Babalawos, i messaggeri di Orula.

Attraverso la divinazione gli spiriti indicheranno la via da seguire.

La filosofia della Santeria cubana si può riassumere con la Regla de Ifà, ecco i 16 comandamenti:

  • non dire ciò che non sai;
  • non fare riti che non conosci;
  • non condurre le persone in vie false;
  • non ingannare nessuno;
  • non pretendere di essere sapiente se non lo sei;
  • essere umile;
  • non infrangere Tabù;
  • mantenere puliti gli strumenti sacri;
  • mantenere pulito il tempio;
  • rispettare i deboli;
  • rispettare le leggi morali;
  • non tradire un amico;
  • rispettare i maggiori;
  • rispettare la gerarchia;
  • non rivelare segreti.

Gli Orishas

Secondo la Santeria esiste un unico Dio chiamato Oludarne, tra Dio e gli esseri umani ci sono gli Orishas (i Santi), che sono i guardiani ed interpreti del destino
Alcuni Orishas sono umani diventati Santi per merito della loro vita eccezionale. Altri sono emanazione di Oludarne, e rappresentano principi della Natura eprimendosi attraverso il Regno Vegetale, Minerale ed Animale
Ognuno è governato da un Orisha al quele deve portare rispetto e devozione ed offerte, in particolare nel giorno della festa dedicata al santo.

Gli Orisha o Oriscià sono divinità spesso messi in relazione con i santi cristiani. Ecco i principali.

ELEGGUA’: si tratta del primo Orishas ad essere salutato ed a ricevere qualunque offerta, è anche il primo che viene cantato nelle cerimonie e il primo che viene ricevuto dai credenti.
E’ il custode della casa, è colui che apre e chiude le porte al destino.
ECHU: è l’incarnazione dei problemi e delle disgrazie dell’uomo. Viene sincretizzato con il Santo Niño di Atocha, Sant’Antonio da Padova e l’Anima Solitaria.
YEMAYA: è Madre della vita, Signora del Mare, si sincretizza con la Vergine della Regola.
CHANGO’: è il Dio del fuoco, del fulmine, del tuono, della guerra, del ballo, della musica e della bellezza virile. La sua festa è il 4 dicembre e viene sincretizzato con Santa Barbara.
OCHUN: simboleggia la femminilità, Signora dei Fiumi, assimilata alla Vergine della Carità del Cobre, patrona di Cuba;
ORULA: simboleggia la sapienza, si tratta del benefattore dell’umanità, che rivela il destino ai suoi figli, si sincretizza a San Francesco d’Assisi;
BABALU’ AYE’: rappresenta la divinità delle malattie, è venerato e pregato per ottenere la guarigione. Si sincretizza con San Lazzaro che si festeggia il 17 dicembre.

I rituali della Santeria cubana

E’ doveroso premettere che le religioni che provengono dall’Africa, diversamente dalle religioni di derivazione indigena, non prevedono uso di droghe durante i rituali. Tutto quello che avviene è quindi frutto di una profondissima devozione. Nel rituale un momento fondamentale è quello della possessione, in cui la divinità evocata entra nel corpo del fedele, avviene quindi la perdita di coscienza, l’aumento dei battiti cardiaci, la sudorazione. Il fedele entra in uno stato di estasi profonda.

Nella Santeria cubana non è riconosciuta una vera e propria struttura gerarchica: il babalawo è il sacerdote principale che per svolgere il culto si avvale di una serie di aiutanti. Gli iniziati devono prima attraversare un rito di passaggio che prevede una morte rituale dopo la quale segue una fase che diventa “nulla”.

 

Durante questo periodo si imparano i rituali, i canti, le modalità del trance, etc. Dopo questa fase c’è un simbolico ritorno alla vita con una sorta di rinascita che vede il soggetto cambiato anche per quel che concerne l’aspetto fisico (spesso ci si rasa i capelli)

In ogni rituale sono presenti tamburi sacri Batà, e danze. Alle percussioni viene riconosciuto un ruolo divino che consente di evocare le divinità che, a loro volta, si manifestano attraverso la danza. Ogni Orisha ha una danza ed una musica e ben precisa. Il canto ha invece un coro con una voce dominante denominata “gallo”.

Gli Orisha vengono omaggiati con offerte che generalmente sono erbe e vegetali. Ma le divinità si nutrono di sangue animale per questo vengono sacrificati ed offerti animali come polli e capretti, che vengono consumati dai credenti durante i bacchetti rituali.

In occasione di nuove iniziazioni ed in base al calendario rituale vengono fatte le celebrazioni in onore degli Orisha. Quando si parla di sincretismi proprio nelle celebrazioni troviamo tanti dei punti in comune con la religione cattolica.

Concludendo, la Santeria cubana punta alla felicità terrena, per raggiungerla non intende nuocere a nessuno. Forse è per questo che quando si pensa a Cuba viene naturale pensare al sorriso?

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